MORO, sono giorni in cui non riesco a darti un senso…

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LA MIA LETTERA PUBBLICA A FABRIZIO MORO

Sono sempre stata quella che si espone nella vita, nel bene e nel male. Sono sempre stata profondamente empatica e sensibile. La combinazione di questi due fattori mi ha portata molto vicina a Fabrizio Moro. IO, e sottolineo IO, come POCHI ALTRI e sottolineo POCHI ALTRI (considerate le proporzioni matematiche dell’attuale pubblico “moropatico”) ti hanno seguito per la tua rara connessione mente/cuore/chitarra, per gli “ideali di teste impazzite evanescenti e disinibite …”, per la forza di remare contro il flusso travolgente della fama a tutti i costi, per le idee.

Da pochi giorni riesco minimamente a comprendere ciò che mi veniva detto spesso riguardo il mio attaccamento a Fabrizio, un bene molto più vicino alla persona che al personaggio. Capisco che è stato sbagliato, lo è, legarsi alla persona e non all’artista. Ma per quanto, come ogni cosa nella vita, io riesca facilmente a prendermi le colpe… parte della responsabilità va a te e al modo in cui ti sei sempre posto con me, con noi. Scegliere di mettere in contatto la personalità, decantarlo da un palco o su un social che “il pubblico è la parte più importante del tuo lavoro”, toccare con mano che davvero è così… che quando potevi uno per uno ci avresti salutati e abbracciati tutti, che valevamo la pena sempre… tutto questo è stato determinante nel rapporto che abbiamo scelto di avere con te.

Da persona razionale sono mesi che cerco giustificazioni a una tua palese diversità. Va bene la scelta di scrivere per artisti che sono usciti dai talent. Va bene la scelta di comparire come giudice temporaneo di una sfida del programma Amici, va bene che tu abbia rafforzato la scelta precedente con una partecipazione stabile al talent show. Tu scegli e io, noi scegliamo. Ci sono delle ragioni di certo, che io/noi immaginiamo perché non sapere porta a immaginare, e la deduzione più ovvia si chiama “soldi”. E va bene, avvalendosi del detto “saper cambiare idea è sinonimo di intelligenza”, tutto si risolve … nonostante in SIAE risiede ancora “non gradisco amici di Maria, villa Certosa e Beautiful”, si può giustificare ogni cosa. Poi sarai stato di certo consapevole che ogni scelta ha una sua rinuncia.

Io sono fermamente convinta che un albero perda le foglie, le modifica … ma le sue radici saranno sempre le stesse. Mi fa rabbia ogni millimetro dell’ultimo anno della tua carriera. Il divario che c’è tra ciò che continua ad uscire dalla tua penna e ciò che sembri/sei … sta diventando una voragine, e questo mi ha fatto e mi fa male. Sembri un politico perfetto ultimamente “buon viso a cattivo gioco” sempre. Abbracci tutti, ci vuoi bene tra le righe di un commento ma poi? La distanza incolmabile che si respira già da tempo, a cosa è dovuta? Quest’accumulo di delusioni soffuse, incoerenze nascoste da una maturità raggiunta… sono frutto di cosa? “Vi dovrei spiegare un sacco di cose”, “non dubitate mai più della vostra importanza”. Fallo, spiegaci…  dacci la nostra importanza reale, dicci ciò che puoi dirci se vuoi farlo davvero… consapevole che ci sia una porzione che magari non puoi palesare perché c’è chi ti tratta da semplice oggetto discografico. Porta avanti il rapporto che hai sempre decantato d’avere con noi. Non sapere porta ad immaginare… immaginare a sbagliare sicuramente, ma anche a intraprendere la strada alternativa di una verità che magari non avremmo mai saputo scorgere.

“Chi mi ama mi segua, chi non mi ama lo amerò io”, lo hai detto tu, ricordi? Allora amaci davvero, facci capire  qualcosa in più.

Concludo dicendo che, nonostante sia la prima a credere che il sistema mediatico sia spesso falsato e poco credibile… un seme da cui far crescere il germoglio c’è sempre. Ricordi le cazzate che scrissero sulla questione San Giovanni? Però di fatto l’avevi detta l’offesa a Napolitano. Li ognuno di NOI con coscienza ha pensato: ok l’ha detto MA lo diceva anche prima in tour, hanno scritto cazzate parlando di gastrite come singolo e anche sulla data di pubblicazione… parlano di ciò che non conoscono a fondo, e ti abbiamo difeso.

Intanto piango come una sciocca sulla tua “Un’altra vita”… perché resto sempre quella a cui la tua musica l’ha salvata la vita.

Spiegaci qualcosa di concreto Fabrì.

Federica Porzio

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Una Risposta to “MORO, sono giorni in cui non riesco a darti un senso…”

  1. Forse si sai, forse l’errore è avvicinarsi all’uomo e non all’artista.
    L’uomo evolve e di conseguenza evolve l’artista. Ma è l’uomo che fa delle scelte, giuste o sbagliate che siano. E dall’esterno non possiamo giudicarle. Non ci è permesso farlo, qualunque esse siano.. perché è la sua vita.
    D’altro canto possiamo giudicare l’artista e possiamo scegliere se amarlo o no. Se condividere con lui i suoi pensieri, o no.
    E credo che sia questo quello che conta.
    Non possiamo affezionarci all’uomo perché ci deluderebbe in quanto uomo e quindi imperfetto. Ma abbiamo il dovere morale di affezionarci all’artista invece perché in quanto tale è perfetto nella sua imperfezione. Perché se ci piace un’opera d’arte quella non varia nel tempo. Quella resta uguale e continuerà a farci stare bene.
    Quindi trovalo un senso.. o non trovarlo. Ma, secondo me, non perdere tempo a osservare le scelte altrui e cerca piuttosto di prendere quello che mediante le loro scelte, scelgono di condividere con noi. Ci vorrebbe un’altra vita…

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